Home » Attualità

Pubblicato il 11 luglio 2017, alle 21:45

Cinghiali: approvato il progetto di legge in consiglio regionale

I commenti dei consiglieri regionali Bianchi, Dotti, Fermi e Gaffuri.


MILANO – Via libera oggi – 11 luglio – dal Consiglio Regionale al progetto di legge sulla ‘Gestione faunistico-venatoria del cinghiale e recupero degli ungulati feriti’.

Bianchi: ‘Un passo in avanti’. In merito è intervenuto in aula il consigliere regionale della Lega Nord, Dario Bianchi. «La normativa - ha dichiarato Bianchi – rappresenta un passo in avanti su una problematica che esiste da tempo ma che per la prima volta viene affrontata anche dalla Regione in maniera più incisiva e concreta. L’eccessiva presenza di cinghiali in Lombardia - ha proseguito Bianchi – non è causata dai cacciatori ma è dovuta al fatto che nella nostra Regione si è creato l’habitat più congeniale, a seguito dell’abbandono dei campi da parte dei coltivatori. Ritengo poi impensabile prescindere dall’esercizio venatorio per il contenimento dei cinghiali, considerato che i semplici controlli numerici non possono essere effettuati frequentemente anche per la carenza di personale».
«I dati ci danno ragione – ha proseguito Bianchi - e cito l’esempio della provincia di Como dove, solo nel 2015, ci sono stati 1.119 abbattimenti, corrispondenti ad un terzo di tutta la Lombardia. In quello stesso anno i danni causati dagli ungulati in provincia di Como sono ammontati a soli 15mila euro, una bella differenza rispetto ai risarcimenti richiesti da altre Province che non hanno adottato efficaci politiche di contenimento».
«Il testo della legge giunto in aula – continua Bianchi – prevedeva il divieto di foraggiamento: grazie al mio intervento si è ottenuta però l’equiparazione della norma a quella nazionale che invece lo consente. Il foraggiamento è infatti un metodo spesso indispensabile per chi effettua il prelievo venatorio con carabina da appostamento fisso, ovvero la pratica più efficace nel contenimento del cinghiale».

Quindici giornate di caccia in più. «Si tratta di un nuovo e importante strumento operativo finalizzato a contrastare l’impatto negativo notoriamente provocato dalla popolazione di cinghiale all’ambiente agroforestale – hanno commentato il consigliere regionale Francesco Dotti (FdI) e il sottosegretario Alessandro Fermi (Forza Italia) -. Un’azione di contrasto favorita in particolar modo dall’estensione di 15 giornate di caccia a favore dei cacciatori di cinghiali, aggiuntive alle 55 normalmente concesse. Nel Comasco gli abbattimenti durante la stagione venatoria oscillano tra i 1.000 e i 2.000 capi, un primato a livello regionale. L’obiettivo di questo provvedimento è anche quello di fare una sintesi tra le varie istanze, quelle degli agricoltori e quelle del mondo venatorio in primis. Importante, infine, per la corretta gestione venatoria di tutte le specie ungulate, è il dispositivo relativo al recupero degli animali feriti durante la caccia che consente il riallineamento della Lombardia alle altre regioni italiane interessate da elevate presenze di ungulati selvatici».

Gaffuri: ‘Legge motivata dai danni arrecati’. Favorevole anche il Gruppo regionale del Pd. «La ratio di questo progetto di legge non è quella di allargare o favorire la caccia al cinghiale – spiega il consigliere regionale Luca Gaffuri -. Le motivazioni sottese al testo di questa norma sono nelle tabelle dei risultati dei danni prodotti da un eccesso di questa popolazione faunistica. Anzi, la Lombardia è probabilmente l’ultima regione a deliberare in questo senso, le altre lo hanno già fatto negli anni precedenti. A noi pare di vedere che la contrapposizione tra caccia e ambiente in questo caso non ci sia proprio, ma sia più una contrapposizione tra città e campagna, città e montagna, tra quelli che vedono questi problemi e coloro che non li vedono. Questa è la prima regione agricola d’Italia, bisogna far convivere in un ecosistema la presenza dell’uomo e il suo lavoro in agricoltura e la fauna che però va contenuta. Dispiace solo che non sia stata fatta una legge organica in cui si normava il contenimento di tutte le specie in soprannumero e dannose per la campagna».
«La legge cerca di porre soluzioni a un problema che non si riuscirà, comunque, a risolvere in tempi brevi – ha continuato Gaffuri -. Dare la possibilità ai cacciatori di inserirsi per tenere un numero di animali compatibile con l’attività che viene fatta, è un modo per cercare di limitare i danni. Altrimenti, succede quello che abbiamo già visto: l’ambientalismo esasperato porta a un aumento dei bracconieri e della caccia di frodo. Se invece interveniamo con abbattimento e contenimento rispettando questa legge, andiamo verso una possibile soluzione».

 

Articoli correlati: Cinghiali sui pascoli e vicino alle case: Coldiretti sollecita la Regione per una soluzione - Contenimento della fauna selvatica: illustrato il progetto di legge regionale

 

 

Questo articolo è stato letto 502 volte.
Tags:  

Commenta


RUBRICHE

AGRITURISMI. La Lombardia raddoppia: 1.600 aziende con 5mila addetti

Raddoppiati in dieci anni e puntano a quota 1.600 nel 2016, per un settore che fra titolari, famigliari e dipendenti offre lavoro a circa 5mila persone. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Lombardia sulla base degli ultimi dati Istat sugli agriturismi lombardi. Tra il 2014 e il 2015 sono ...

continua

AGRICOLTURA. Record per l’export dell’ortofrutta made in Italy. Prodotti lariani apprezzati anche dal mercato svizzero

Record nelle esportazioni di frutta e verdura made in Italy: mai così tanta sulle tavole straniere da almeno 25 anni. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al primo semestre del 2016. Per le province lariane di Como e Lecco la qualità del ...

continua