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Pubblicato il 19 giugno 2017, alle 11:12

Teresio Olivelli sarà presto Beato. Papa Francesco ha riconosciuto ufficialmente il suo martirio

Il rito verrà celebrato nella diocesi di Vigevano.


zzz-Teresio Olivelli

Teresio Olivelli

BELLAGIO-TREMEZZINA – Il Venerabile Teresio Olivelli, nato a Bellagio e assiduo frequentatore della tremezzina, sarà presto proclamato Beato. Venerdì 16 giugno, infatti, Papa Francesco ha ufficialmente riconosciuto il suo martirio, autorizzando la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto nel quale si dichiara che Teresio è stato ucciso in odio alla fede e potrà essere proclamato Beato. L’annuncio del provvedimento papale è stato reso noto il giorno successivo dalla sala stampa della Santa Sede.

La beatificazione. Il 6 giugno scorso, la sessione ordinaria dei cardinali e vescovi membri della Congregazione delle Cause dei Santi, confermando il precedente giudizio unanimemente favorevole dei teologi, aveva stabilito all’unanimità la sussistenza di tutti gli elementi necessari a definire la morte di Teresio Olivelli un autentico martirio cristiano. Da qui la decisione di Papa Francesco di concedere la beatificazione al giovane Alpino lariano, morto nel 1945, a 29 anni, in un campo di sterminio in Germania, a Hersbruck, nel tentativo di difendere altri prigionieri. Teresio Olivelli, il “Ribelle per amore”, è stato insignito della medaglia d’oro al valore militare e, nel 2015, dichiarato Venerabile dalla Chiesa cattolica.

Data e luogo della beatificazione. “Questo atto della suprema autorità della Chiesa conclude l’iter che precede il rito di beatificazione”, spiega in un comunicato mons. Paolo Rizzi, postulatore per la causa di canonizzazione di Teresio Olivelli, aggiungendo: “Si conclude così l’impegnativo percorso processuale, iniziato trent’anni orsono dalla sollecitudine pastorale del vescovo Mario Rossi e dalla sapienza giuridica di don Mario Tarantola il quale, nella sua qualità di Giudice delegato, ha validamente e lodevolmente istruito la causa di beatificazione”.
La data della beatificazione verrà fissata dalla Santa Sede nei prossimi giorni, su richiesta del postulatore, il quale dovrà prendere accordi con la Segreteria di Stato, il Dicastero dei Santi e il vescovo di Vigevano. Il rito, infatti, si terrà nella diocesi che ha promosso la causa del nuovo Beato: a Vigevano.

Primo Beato laico della diocesi di Vigevano. “È una notizia che ci colma di gioia”, scrive in un messaggio indirizzato ai fedeli il vescovo di Vigevano Maurizio Gervasoni, annunciando la proclamazione di colui che diventerà il primo Beato laico della diocesi di Vigevano.
“È trascorso un anno e mezzo della proclamazione a Venerabile, con il riconoscimento delle virtù eroiche praticate da Teresio Olivelli, decretata il 14 dicembre 2015 dal Santo Padre Francesco – continua il vescovo -; ora è arrivato il tanto atteso riconoscimento del martirio in odium fidei di questo figlio della Chiesa vigevanese. Con sentimenti di viva gratitudine alla bontà di Dio, la diocesi di Vigevano accoglie la bella notizia e se ne rallegra unitamente alle Chiese sorelle di Como e di Pavia, ai tanti devoti del futuro Beato sparsi in tutta Italia, all’Azione Cattolica, agli Alpini, al collegio Ghislieri di Pavia, al mondo universitario e alle associazioni che si rifanno ai valori della resistenza”.
“Teresio è un giovane, modello di carità eroica, che ha consumato volontariamente la sua vita nella continua e straordinaria dedizione ai più deboli e sofferenti”, scrive ancora il vescovo, aggiungendo: “Il processo canonico, con l’accurato studio storico-critico di un vasto materiale documentale, biografico, autobiografico e testimoniale, è stata anche l’occasione per spogliare il personaggio da alcune sovrastrutture e scorie ideologiche, restituendoci così il Teresio autentico: un fedele discepolo di Cristo che antepone la fedeltà al Vangelo ad ogni logica umana”.

L’indagine canonica e la vita di Olivelli. Come spiega ancora mons. Rizzi, infatti, “attraverso una rigorosa indagine canonica, condotta mediante approfondite ricognizioni testimoniali e storico-documentali, la Chiesa ha accertato che Teresio, dopo i fatti dell’8 settembre 1943, divenne oggetto della persecuzione dei nazisti e dei fascisti a causa dell’opera di evangelizzazione e di moralizzazione che egli svolse negli ambienti in cui operava. La sua è stata una proposta religiosa improntata sulla riconciliazione, sulla solidarietà, sull’amore, per preparare i cuori alla costruzione di una società futura basata sui valori evangelici. Ciò andava decisamente a scalfire la strategia dell’odio instaurata dal regime nazifascista. Imprigionato e deportato nei lager, si è sforzato di seminare tanto amore a sostegno di quanti erano nella disperazione. Il martirio di Olivelli non è un accadimento improvviso, ma è l’epilogo di un intenso cammino di fede e di un costante esercizio delle virtù cristiane. Il prossimo Beato ha affrontato il martirio mosso dalla sua fede, preparandosi adeguatamente a sacrificare la vita per testimoniare la propria fedeltà a Cristo e l’amore ai fratelli, sofferenti come lui nel campo di concentramento, a cui diede assistenza spirituale e materiale, incurante delle punizioni fino a morire per i maltrattamenti subiti a causa della sua inesausta carità”.

E. D.

 

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